Google Update 2016: cosa cambia nell’algoritmo di Google?
17 gennaio 2016 SEO 2 Comments

Google Update 2016: cosa cambia nell’algoritmo di Google?

Avete notato anche voi bruschi e repentini cambiamenti nel ranking dei vostri siti, in particolare nel corso dell’ultima settimana? Non appena, a partire dal 10 gennaio 2016 o giù di lì, il ranking ha iniziato a variare significativamente per numerosi siti anche di grande importanza, sono iniziate a stretto giro le speculazioni: si tratta di Penguin? O di Panda? O di qualcos’altro?

Pensare a Penguin è stata probabilmente la cosa più immediata: dopotutto, Google aveva annunciato – per i primi mesi del 2016 – un aggiornamento dell’algoritmo che, come sappiamo, penalizza i siti che praticano una link building artificiale, acquistando link e banner a pagamento su siti, talvolta, di dubbia qualità. Tuttavia, è stato quasi subito chiaro che non si trattava di Penguin, come lo stesso Gary Illyes, Trends Analyst di Google, ha avuto modo di dichiarare su Twitter.

 

E, questa volta, anche Panda è innocente, stando a quanto fatto presente nel corso delle ultime ore. Zineb Ait, Trends Analyst di Google, sempre su Twitter, ha annunciato che non si tratta di un aggiornamento specifico, ma di uno dei tanti e frequenti “quality update” necessari per spazzare via dalle SERP siti e domini di bassa qualità e fare largo ai contenuti davvero utili e costruttivi per le ricerche degli utenti.

Joost de Valk, a tal proposito, ha scritto diversi aggiornamenti negli ultimi giorni permettendo così anche a noi italiani, solitamente un po’ pigri e rilassati, di tirare le fila e provare a comprendere cosa stia succedendo, basandosi essenzialmente sulle dichiarazioni ufficiali di Google e sugli indizi sparsi qua e là come in una scena del crimine.

Uno dei fatti, su cui pare ad oggi esistano pochi dubbi, è che si sia trattato di un core algorithm update, ovvero di un importante aggiornamento dell’algoritmo di core di Google. Ad essere colpiti maggiormente, sulla base di quanto evidenziato da SearchMetrics (che pubblica, ogni settimana, una lista dei winner e dei losers per quanto riguarda il posizionamento su Google), sono stati i siti di news e le chiavi brandizzate, ovvero quelle che fanno riferimento al brand.

Google Update 2016: cosa cambia nell’algoritmo di Google?

Goralewicz ha pubblicato di recente un interessante articolo che prova ad andare a fondo della questione, mostrando tramite screenshot e dati facilmente interpretabili, come numerosi siti abbiano perso terreno in visibilità, soprattutto per quanto riguarda le chiavi brand.
Yoast rincara la dose avanzando un’ipotesi: è possibile che l’aggiornamento di Google, in relazione alle brand keywords, penalizzi i siti di news a vantaggio dei siti “timeless”, ovvero meno legati all’estemporaneità dell’accaduto e dunque maggiormente votati all’approfondimento.

Yoast, tuttavia, fa notare come questo ennesimo aggiornamento abbia un grosso impatto sulla visibilità ma più limitato sul traffico. Le chiavi brand sono, infatti, per lo più riconducibili a query navigazionali (digito “LinkedIn” nella barra di ricerca perché voglio visitare il social network), ne consegue che, per la maggior parte dei siti, non portano traffico.

Il sito yoast.com, per esempio, è in prima pagina con la chiave di ricerca “Google Analytics” ma si tratta di una keyword che converte relativamente poco, poiché gli utenti sono per lo più interessati a visitare il sito di Google e molto meno frequentemente a reperire informazioni sul servizio.

Sempre Yoast rileva che tra i siti winner riportati da SearchMetrics ce ne sono diversi che vantano un’ottima struttura interna, con un buon internal linking (spesso sottovalutato) e un buon livello di ottimizzazione nell’uso di categorie e tag. E a questo proposito è bene ripeterlo ancora una volta: le categorie servono per separare gli articoli, mentre i tag servono ad unirli tramite argomenti o entità comuni.

GOOGLE UPDATE: PANDA NEL CORE ALGORITHM

Ma non finisce qui. Google ha annunciato che, oggi, Panda è parte integrante dell’algoritmo di Google e dunque non vi saranno, in futuro, nuovi temuti aggiornamenti di Panda, poiché di fatto l’algoritmo è stato incorporato nell’algoritmo di core. In passato, come ricorderemo bene, Panda veniva lanciato 2 o 3 volte l’anno e, per essere riconsiderati in caso di penalizzazione, era necessario attendere il successivo aggiornamento.

Fino a questo momento, dunque, conoscendo la data dell’ultimo aggiornamento di Panda (o Penguin), era possibile capire immediatamente se il sito in questione fosse stato penalizzato o meno, visualizzando – per esempio con il supporto di Search Console – il grafico del posizionamento in corrispondenza della data del passaggio di Panda o Penguin. In futuro, a quanto pare, sarà molto più complicato – in caso di penalizzazione – individuare con precisione la causa e, dunque, intervenire opportunamente.

Resta il fatto, però, che Panda è entrato a far parte dell’algoritmo di core e, dunque, è bene correre ai ripari finché si è in tempo. Come fare?

Panda, com’è noto, colpisce i siti di bassa qualità, i contenuti duplicati e lo spam. Bisogna, dunque, valutare con un tool di verifica del ranking per quali chiavi di ricerca si è riscontrato un peggioramento nel corso dell’ultimo periodo e, poi, analizzare i contenuti del sito (partendo proprio dalle landing page) alla ricerca di testi di bassa qualità, copiati o riconducibili a spam.

Consigliatissima è la lettura di questo articolo, una guida dettagliata e puntuale su Panda e sulle linee guida da seguire per evitare di incorrere in una penalizzazione. La parola chiave è, ancora una volta, Qualità.

UPDATE: È opportuno chiarire che, in base alle dichiarazioni ufficiali di Google, le oscillazioni dell’ultima settimana non hanno niente a che vedere con Panda che, per il momento, NON è un algoritmo in real time. Sembrerebbe però che, in futuro, anche Penguin potrebbe essere integrato nell’algoritmo di core e prevedere, entrambi, l’operatività in tempo reale.

Altra ipotesi delle ultime ore: Google starebbe testando Penguin e gli alti e bassi riscontrati negli ultimi giorni potrebbero dipendere da ciò. Ma qui saremmo davvero nell’ambito della pura speculazione.

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Update 2016: cosa cambia nell'algoritmo Google?
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L'ultimo update di Google, del gennaio del 2016, ha rimescolato le carte: oggi Panda è parte integrante dell'algoritmo di core di Google. Cosa comporta ciò?
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Alessia Martalò
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